São Paulo, ottobre 1994. Due anni dopo aver destituito un presidente, il Brasile ha seppellito Senna, ha vinto i Mondiali e ha cambiato moneta. I prezzi hanno smesso di salire, per ora.
Odete ha diciassette anni, un trench nero, e la paura di non passare il temibile esame di ammissione all’università che ha scelto. Vive con la nonna da quando i genitori si sono trasferiti senza di lei in un complesso residenziale fuori città. Il pomeriggio bada al negozio di timbri dello zio in un palazzo che ufficialmente si chiama Grandes Galerias e che tutti chiamano la Galleria del Rock, dove la scena underground di São Paulo compra dischi, ammazza il tempo e trasforma qualsiasi voce di corridoio in una teoria del complotto. Visto che di clienti non se ne vedono quasi mai, le resta il tempo per ciò che le riesce meglio: ficcare il naso dove non dovrebbe e risalire alla fonte di ogni storia.
Quando il leader di una band hardcore si presenta lamentando che il suo demo su cassetta è stato manomesso, Odete decide di indagare. Man mano che il caso si fa più ingarbugliato, recluta una manciata di gente della scena per andarci a fondo: amici con più tempo libero che qualifiche, e una ragazza che complica tutto.
Quando la storia si diffonde, i giornali danno la colpa al diavolo, agli extraterrestri, a una truffa immobiliare o all’isteria collettiva. Un pastore va in televisione a chiamare il palazzo la maternità dell’Apocalisse, e chiunque ascolti metal, punk o rock gotico diventa un sospettato.
Con gli esami alle porte e la famiglia che le ordina di lasciar perdere tutto, Odete deve scegliere tra il futuro che si aspettano da lei e un mistero che non l’ha mai riguardata.